giovedì 22 marzo 2018

22 Marzo, 2018 DC - 5 anni di FORGOTTEN REALMS 41100 MO

Oggi sono 5 anni del blog che mantengo, assieme ai miei amici e compagni d’avventura. Ho scritto qualche riga per ricordare l’anniversario e riassumere questa piccola, ma significativa storia.
Desidero condividerla anche qui, perché molti passano su queste pagine per leggere storie di vita e di gioco, più che di regole. Questa è la nostra.
 
Cari Tutti,
era il 2013 quando Lorenzo mi chiamò per propormi di celebrare come si doveva il 40° anno di D&D, o meglio della nascita della TSR,  il vero quarantennale di D&D sarebbe stato l'anno successivo, nel 2014.
Risposi un poco scettico a quello sprono perché la mia carriera di giocatore si era interrotta nel 2000 e nonostante qualche timido tentativo di revival, sembrava che il tempo del gioco di ruolo fosse terminato.
Quello che ancora non sapevo era che quella data, il 2000, sanciva la fine di un gruppo, non del gioco in sé. La mia opinione di oggi è che gli amici, con i quali praticavo quel passatempo, non fossero più in grado di stimolarsi l'un l'altro. Ma questa è un'altra storia...

venerdì 23 febbraio 2018

Le Avventure del Grognardo: MA2 - Il Morso del Ragno d'Oro

Come molti post accennati e mai pubblicati (per ora!) su questo blog, anche questo, data la lunga gestazione, è stato modificato, rivisto e infine riscritto da capo. Il motivo risiede in un carteggio che intrattengo privatamente col vulcanico Mauro Ferrarini che pare avere ritrovato di recente l’amore adolescenziale per D&D. Sarà un periodo della vita forse più rilassato, sarà che questa quinta edizione strizza l’occhio alla vecchia scatola rossa (in maniera furbesca, perché in realtà il gioco è molto più articolato mano a mano che si sale di livello), ma molti “old babbions” sono tornati sui loro passi, volendosi abbeverare a quella fonte dell’eterna giovinezza che è l’avventura.
 
Maurino è un buon diavolo come non se ne vedevano dai tempi del Fiend Folio, motivo per il quale architetta, scrive, sobilla e trasferisce su carta le sue macchinazioni. Dovrei arrossire di vergona mentre confesso di avere tra le mani la “MA2 – Il Morso del Ragno d’Oro” da Settembre 2017 e di non averla ancora messa a disposizione del pubblico dell’Orto, ma sinceramente speravo in qualcosa di meglio per questa scrittura della mia taverna per quattro ubriaconi. Già perché, ne parlerò più sotto, è un’avventurina dannatamente ben congegnata.

martedì 16 gennaio 2018

Gli sproloqui del Grognardo: l'avventura di Natale

Natale è passato, e così le feste. Tocca tornare al lavoro, ma rimangono i ricordi del periodo di riposo appena passato. Il mio (ma forse anche il vostro!) piccolo mondo di amici e conoscenti può essere diviso in due macro-categorie: quella degli amanti del Natale e quella dei “grinch”.
Stranamente, almeno per come la vedo io, i fobici del Natale sono in maggioranza donne. Al contrario, io appartengo sicuramente al primo gruppo, quello degli entusiasti del freddo (o perlomeno dell'alternanza delle stagioni), delle vacanze e delle luminarie. Vivo l’avvicinarsi di questo periodo dell’anno con trepidante attesa e, mano a mano che la Vigilia è prossima, assorbo ogni misticismo e rituale pagano. Preparo quindi la lista dei regali, vado a ripescare gli a scatoloni nei quali sono riposte le palline di vetro di mio padre e mio nonno, addobbo l’albero l’8 Dicembre con un sottofondo musicale adeguato, ripasso i film di una vita e scelgo quelli che durante le feste torneranno a fare la loro comparsata sul mio televisore.

giovedì 21 dicembre 2017

La sbalorditiva resurrezione di Dungeons and Dragons.

Jon Freeman, uno psicologo clinico, si sentiva esaurito. Passava i suoi giorni in un ufficio a Manhattan, coordinando decine di assistenti ricercatori intenti a testare sulle persone farmaci contro l’ansia, la depressione e l’insonnia. Cercando una via d’uscita da quella routine, notò che sua figlia spesso non aveva nulla da fare nel dopo scuola. Prendeva il controller della Nintendo Wii e scivolava in “un mondo di isolamento digitale”, ricorda Freeman. Di tanto in tanto riusciva a distrarla grazie ai giochi da tavolo. “Ebbi quindi questa idea: perché non proporre questa attività su più larga scala? Non potremmo coinvolgere il vicinato?”
 
Freeman lasciò il lavoro e, poco più tardi, nel 2011, i primi clienti – inizialmente gli amici di sua figlia – cominciarono a popolare il suo pop-up club Caffè dedicato ai giochi da tavolo, il Brooklyn Strategist, un luogo dove i bambini ed i loro genitori potevano sedersi e giocare titoli classici e meno rinomati, gustandosi portate vegetariane e analcolici allo zenzero fatti in casa. Grazie all’esperienza maturata nel laboratorio di ricerca, Jon catalogò i giochi da tavolo posseduti per abilità cognitiva, suddividendo questi passatempi a seconda della funzione del cervello che essi stimolavano – così da farne lavorare un aspetto alla volta.

mercoledì 6 dicembre 2017

De Kata Kumbas e la Porta di Livello che ho ritrovato aperta a Lucca 2017

Cari Tutti,
 
allo scorso Lucca Games avevo qualche soldo in tasca da spendere in tranquillità. Nella testa l’idea era di comprare il manuale del giocatore della 5a edizione, finalmente in italiano, ma purtroppo per me, e per gli altri visitatori che si aggiravano sconsolati per lo stand della Asmodee, il pallet sul quale erano originariamente appoggiati i libri risultava desolatamente vuoto. La voce che circolava in fiera, vera (1-3) o falsa (4-6) che fosse, era che in origine il lotto disponibile fosse di 3/400 copie.
 
Ad ogni modo, quando hai 50 euro in tasca e sei intenzionato a spenderli non c’è fondo pensione che tenga, devi assolutamente trovare un altro modo per investirli. Ecco qua un bel dilemma!
Appesantito da cotanta carta moneta ero l’opportunità che ogni espositore dovrebbe raccogliere. Durante il mio peregrinaggio agli stand, intervistando i vari autori, uno solo è riuscito a farmi un discorso che mi incuriosisse a tal punto da indurmi a comprare il suo prodotto. Il nome di questa persona, gira da un po’ di tempo nel mondo del gioco, è Umberto Pignatelli.

giovedì 12 ottobre 2017

D&D, il gdr e le comete di Halley

Non sto a raccontarvi come, durante una conversazione qualunque, mi sia venuta a mente la cometa di Halley. Se siete nati dopo il 1986 o se quell’anno eravate troppo piccoli per ricordarlo, forse non ne avete mai sentito parlare. In questo caso sappiate che la cometa di Halley è un corpo celeste, visibile ad occhio nudo dalla Terra ogni 70 anni circa. È citata nei testi sacri del Talmud e, a quanto apprendo da Wikipedia, ci sono testimonianze cinesi che risalgono al 240 a.C.
Ora, il prossimo passaggio è previsto per il 2062. Sì, raggiungerà l’afelio il 9 Dicembre 2023, giorno in cui compio gli anni, per imboccare nuovamente la strada che la porta verso i nostri occhi. Ho quindi sfoderato le dita a mo’ di abaco e ho previsto che per rivederla dovrò tenere la mia vista in buone condizioni fino alla veneranda età di 86 anni. Ho speranze?
Chissà, mi risulta più difficile immaginarmi in una fredda cassa di legno, sottoterra, o in un ossario.

martedì 29 agosto 2017

La Stanza Profonda di Vanni Santoni - una non recensione

Con un libro a metà tra saggio e romanzo, Santoni ci racconta di una generazione di (giocatori) italiani della quale molti probabilmente non sapevano nemmeno l’esistenza. Dediti ad un passatempo oscuro, che a volte non si esaurisce con la maggiore età (se giochi a calcio, e non hai i piedi buoni, sai benissimo che a 18 anni la tua carriera avrà un termine) questi figuri popolano (o hanno popolato) tavernette, solai e garage, messi gentilmente a disposizione dalla famiglia di un membro del gruppo. I giocatori sono massoni che ripetono un rito, sessione dopo sessione, e costruiscono una loro realtà alternativa nella quale certe imposizioni esterne possono essere simbolicamente combattute, e nel più fortunato dei casi abbattute o corrette. E questo, ahinoi, sappiamo nel mondo reale non avviene mai.

domenica 21 maggio 2017

Le Avventure del Grognardo: MA1 (B4 prequel) - La mappa del vecchio Ylari

La Rete, nel senso di Web, è un po’ come un’autostrada che si percorre e svincola in tante piccole, a volte microscopiche, località dove ritrovarsi. Una meta, di per sé, racchiude infatti attributi specifici che attraggono persone con qualcosa in comune. Nel mare magnum di questi “non luoghi” digitali con qualche avventore capita anche di parlare… e di capirsi. È quanto è successo con Mauro, o meglio Maurino, come ama firmarsi il figuro sui diversi siti con cui collabora.
 
Non ho mai incontrato Mauro di persona, non ancora insomma, ma l’estate 2017 è prossima e penso di poter riparare con un viaggetto in riviera. Nel frattempo, mentre indugio su questa possibilità, mi compiaccio di condividere sull’Orto un’avventura di sua creazione.
 
Da qualche tempo, infatti, gli proponevo una collaborazione, perché il ragazzo ha una buona penna, come lo si può constatare leggendo le sue recensioni su Gioconauta. Vagliate le eventuali possibilità, siamo infine giunti a questa idea: mettere a disposizione di chi lo chieda, tramite un commento a questo post, un’avventura. Rispettando i nostri tempi, tergiversando come spesso accade, pare che ce l’abbiamo fatta.
 

martedì 9 maggio 2017

Le interviste del Grognardo: quattro chiacchiere con Gianna Masetti

Ci sono persone che, indirettamente, con i loro articoli mi hanno preso per mano e accompagnato in un mondo di fantasia. Due erano le pubblicazioni la cui uscita attendevo con ansia, quando ero un ragazzino di 12-14 anni: i Dylan Dog di Tiziano Scalvi e Crom della defunta Black-out editrice.
 
Senza l’ausilio di una solida base di inglese e senza la Ryan Air a portarti in giro per l’Europa, la mia Londra era quella dell’indagatore dell’incubo e il mondo del fantastico era quello narratomi da una serie di “fratelli maggiori” che erano allora le firme della prima fanzine italiana e che oggi mi onoro di avere come amici di Facebook o frequentazioni della medesima associazione ludica.
 
Tutto quello che dicevano mi pareva meraviglioso e intrigante. Se avete letto un poco l’Orto già sapete che tra i miei autori preferiti c’erano Gianna Masetti e Yossarian, il disegnatore di Manco li Cani,le cui puntate ho riproposto su questo blog.
 
Qualche tempo fa ho scritto a Roberto Di Meglio perché mi interessava proporre un’intervista a Gianna per la rubrica il Grognardo in Rosa e perché, dopo 20 anni e passa, desideravo mi svelasse chi si celava dietro il misterioso pseudonimo del disegnatore di Manco li Cani.

martedì 4 aprile 2017

I resoconti del Grognardo: D&D Epic a Play 2017!!!

Alle Termopili si sacrificarono in 300, ma a Modena furono sufficienti 128!” - commento di un partecipante Epic di Play 2017.
 
Sono le 19.30 di Sabato 1 Aprile quando, nella sala rapporto di Modena Fiere, 20 Dungeon Master e 8 Coordinatori si scambiano occhiate accigliate. Chi porta una benda sull’occhio, chi un cappello da pirata o un elmo cornuto, tutti una maglia celebrativa: deve essere chiaro che saranno loro il bersaglio della mandria che presto si accalcherà alla sala 400.
 
Modena Fiere è stata gentilissima, ci ha messo a disposizione un abbondante buffet, acqua e Coca Cola. Non si rifiuta mai un pasto a dei condannati a morte. Quindi uno degli astanti, Michele se non sbaglio, sfodera la pozione dell’eroismo, trattasi di un distillato casalingo probabilmente vietato anche nei peggiori bar di Caracas.
 
Riempie il bicchiere a tutti. Nicola alza il calice e scaccia la tensione gridando: “Ruoliamo duro!”. I miei compagni gli rispondo con versi improvvisati e nella confusione intendo: “Facciamogli il culo!”, vabbè farò del mio meglio!

mercoledì 22 marzo 2017

Gli sproloqui del Grognardo: la lingua del Drago!


Salve,

la notizia di oggi (ieri, visto che il post è stai poi pubblicato una decina di minuti dopo mezzanotte) è che D&D avrà finalmente traduzioni in lingue che non siano l’inglese. Quando ho letto delle localizzazioni quasi cado dal divano, anche perché proprio il primo Aprile dell’anno scorso avevo lanciato la news di una traduzione italiana. Il mio pesce d’Aprile a distanza di quasi un anno si trasforma in una vera anticipazione.

Gonfio di felicità, ma un po’ preoccupato per il mio portafoglio, ho rimbalzato la notizia nei vari gruppi nerd di Whatsapp di cui mi onoro essere parte. Ovviamente le battute si sono sprecate: abbiamo finito di trombare? Si verificherà un nuovo calo delle nascite? Il valore dei manuali della 3.5, oggi oggetto di collezione e speculazione, crollerà di botto?

mercoledì 15 marzo 2017

Le zuppe della casa del Grognardo: sui ceppi nanici scordati in 5a edizione

Salve,
 
 
nella sempre illuminata ricerca del bello, ieri ho assistito al concerto dei Baustelle a Bologna. Pieni di omaggi per gli anni ’80, dopo le sinfonie di “Fantasma”, tornano più pop che mai. Ma l’immagine che mi porto dietro non riguarda il gruppo, bensì è quella di una ragazzina che gli ultimi venti minuti di spettacolo non ce l’ha più fatta, ha abbandonato le comode poltrone dell’Europa Auditorium  e si è messa a saltare come un grillo sotto al palco. Tempo un minuto si era scatenata una bolgia danzante. Bellissimo. Confesso di avere una mezza idea di replicare a Reggio Emilia l’8 Aprile.
 
L’emozione è spesso un sentimento collettivo, tanto travolgente e trascinante quanto condivisa. Mi capita di trascendere nelle goliardate con gli amici, alle partite di pallone, ai concerti e al tavolo da gioco. Che ci volete fare, siamo animali sociali: la bevuta solitaria e sintomo di tristezza, la bevuta in compagnia di festa; la partita alla tv fa imbestialire la compagna, la partita allo stadio la porta a inveire contro l’avversario; una canzone in solitudine è un momento riflessivo, in compagnia è un’onda emotiva trasversale.
 
E come possiamo definire un’esperienza di gioco di ruolo, come li classificano oggi, davanti alla Playstation o al PC rispetto alla loro versione carta e penna? Mi limito a dire che il secondo pare un momento più sociale.

martedì 14 febbraio 2017

Le zuppe della casa del Grognardo: circa Elfi, Critiche e Masse nella 5a Edizione di D&D

Salve a Tutti,

di recente ho ricevuto una proposta indecente, che in teoria rappresenta l’eldorado di qualunque DM: mi è stato chiesto di arbitrare un party completamente femminile. Contrariamente a quello che probabilmente pensate sto soppesando l’eventualità con attenzione, un po’ perché non ho avuto in passato esperienze equivalenti (anche se ho arbitrato gruppi misti), un po’ perché si tratta di mettere a sedere persone con una conoscenza del gioco di ruolo che oscilla tra il discreto e lo zero assoluto (sapete che quest’ultimo per me è un pregio).
La responsabilità è quindi grande perché un approccio sbagliato potrebbe rivelarsi la classica porta girevole, nella quale provi ad avviare qualcuno in una direzione e lo ritrovi immediatamente catapultato all’indietro.